Paternò: arrestati rapinatori seriali. Sono un paternese ed un ragalnese

0
255
Rapina aggravata in concorso e porto di armi e oggetti atti ad offendere. Sono questi i reati che hanno portato in carcere il 29nne Tonino Tomasello di Ragalna e il 24enne Manuel Borzì di Paternò. Sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò ad arrestarli in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania. I due, in esecuzione di un altro provvedimento restrittivo, erano già stati arrestati lo scorso mese di gennaio dai militari di Paternò, con Borzì posto ai domiciliari e Tomasello in carcere, interrompendo così la sequela di rapine con le quali avevano seminato il panico tra gli esercenti paternesi. Le ulteriori attività di riscontro, avvalsesi anche dei filmati di videosorveglianza e dalle intercettazioni, hanno fatto luce sui raid criminali messi in campo dai due, fornendo ai militari elementi investigativi inequivocabilmente riconducibili a loro in ulteriori sei rapine commesse, in particolare, ai danni di una stazione di servizio in via Vittorio Emanuele, una pizzeria in via Scala Vecchia e quattro supermercati siti in viale dei Platani, in piazza Vittorio Veneto, in via Balatelle e Corso Italia. Il modus operandi era sempre lo stesso: il volto travisato con mezze maniche ricavate da maglioni o da passamontagna, le calzature utilizzate, la particolare andatura di uno dei due e la minaccia rivolta alle vittime con una pistola a tamburo cromata, puntata proprio all’altezza del viso. I due rapinatori inoltre erano soliti effettuare dei sopralluoghi che hanno consentito la loro certa identificazione attraverso la visione dei filmati di videosorveglianza della zona e come, anche, l’individuazione dell’autovettura in uso ad uno di loro due, utilizzata in più d’una occasione. Ed è proprio la captazione delle loro conversazioni all’interno di questa autovettura che ha fornito agli investigatori il quadro di una crescente pericolosità: la reiterazione delle rapine a sempre più breve distanza l’una dall’altra o, anche, la proposta fatta da Borzì a Tomasello di modificare i loro obiettivi: “… facciamo una cosa, smettiamola con i supermercati e facciamoci tutte le farmacie! …”. Questa una delle frasi registrare dagli investigatori. Inoltre, consapevoli di poter finire prima o poi nelle maglie della Giustizia, pianificavano anche che, in caso di arresto, la linea di difesa doveva essere comune per alleggerire la loro posizione di fronte alla legge; entrambi, infatti, avevano concordato che avrebbero dichiarato di essere stati costretti ad effettuare le rapine per soddisfare un loro ipotetico stato di tossicodipendenza evidenziando la loro ferrea volontà di disintossicarsi. Intanto Borzì è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa mentre Tomasello l’ordinanza gli è stata notificata nel carcere di piazza Lanza a Catania dove già si trovava recluso.

 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here