Palermo: la Regione “sgrida” i sindaci che chiudono le scuole

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Il Governo regionale “striglia” i Sindaci che, in questi giorni, stanno attuando la chiusura prolungate delle scuole dell’obbligo (infanzia, elementari e medie) con proprie ordinanze per l’emergenza “Covid”, motivata per “la crescita dei casi di contagio accertati nel territorio” o per “l’attuazione di misure di sanificazione”. In particolare, gli assessori all’Istruzione e alla Sanità del governo Musumeci, rispettivamente Roberto Lagalla e Ruggero Razza stanno inviando apposite lettere ai Comuni per mettere un freno al fenomeno della sospensione delle lezioni in presenza, spesso su pressing di docenti e genitori allarmati dalla possibile esposizione al contagio da Covid-19 tra le aule di scuole. “Prima di prendere decisioni dovete consultarci – scrivono gli assessori regionali – non si possono ammettere condotte differenziate da territorio a territorio. Abbiate cura di attivare preliminarmente un adeguato ed efficace coordinamento interistituzionale con la Regione”. Le parole di Lagalla e Razza vanno nella direzione di mettere un freno alle ordinanze dei Sindaci che, autonomamente, stanno disponendo la chiusura delle scuole, peraltro con tempistiche differenti nei diversi Comuni. Ciò, però, non produrrà effetti di sospensione o di revoca delle attuali ordinanze dei Sindaci che scadranno nelle modalità previste. Al momento, tra i Comuni del comprensorio, la sospensione delle attività in presenza è stata firmata per primo dal sindaco di Paternò Nino Naso fino al 3 dicembre prossimo (data di scadenza dell’ultimo DPCM), dai sindaci di Adrano e Biancavilla, Angelo D’Agate e Antonio Bonanno, fino al prossimo 20 novembre e dal sindaco di Bronte Pino Firrarello fino al 19 novembre.

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