Il panorama della danza contemporanea sta vivendo un momento di straordinaria effervescenza, caratterizzato da una polarizzazione affascinante: da un lato, la spettacolarità dei grandi tour mondiali che integrano l’avanguardia coreutica nella cultura pop; dall’altro, la ricerca intima e filosofica che scava nelle radici della tradizione per riscriverne i codici. Due esempi recenti incarnano perfettamente questa dualità: l’attesa collaborazione tra la popstar Rosalía e il collettivo (LA)HORDE, e il nuovo progetto di ricerca dell’autrice italiana Lucia Guarino sulla maschera di Pulcinella.
L’avanguardia digitale incontra il Pop
L’attesa per il LUX TOUR di Rosalía è ormai palpabile, ma ridurre l’evento a un semplice concerto sarebbe un errore di valutazione. Siamo di fronte a uno spettacolo destinato a ridefinire i canoni della performance dal vivo, un’operazione in cui musica, coreografia e arte visiva si fondono in un unicum inscindibile. A orchestrare questa ambiziosa visione troviamo il collettivo francese (LA)HORDE, noto per il suo approccio radicale al movimento nell’era digitale. Questa collaborazione segna un cambio di paradigma: il genio musicale dell’artista spagnola incontra l’avanguardia della danza contemporanea, promettendo di trasformare il palcoscenico in un terreno di sperimentazione visiva.
La decisione di affidarsi a (LA)HORDE non è affatto estemporanea, ma rivela l’intenzione precisa di superare i confini tradizionali dello show business. Il focus del collettivo è l’esplorazione di come i corpi abitino l’attuale paesaggio culturale, integrando pratiche nate sul web con la tecnica del balletto classico. Il team di Rosalía, optando per questa direzione, si immunizza dai rischi di uno spettacolo convenzionale, puntando invece su un’esperienza dinamica capace di risuonare con le sensibilità moderne. I fondatori del collettivo — Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel — non useranno la danza come mero riempitivo visivo; la loro coreografia si insinuerà nel tessuto musicale, costruendo una narrazione autonoma e potente.
Dalla loro ascesa nel 2013 fino alla nomina alla guida del Ballet National de Marseille nel 2019, (LA)HORDE ha saputo unire creatività e leadership istituzionale, portando il balletto verso un pubblico più giovane. L’impatto di operazioni come il LUX TOUR trascende il mercato spagnolo, riverberandosi globalmente, dagli Stati Uniti al Regno Unito, fino al Canada e all’Australia. È probabile che questo tour inneschi una nuova tendenza in cui la coreografia d’avanguardia diventa centrale nella musica pop, educando platee finora digiune di danza contemporanea a nuovi contesti espressivi.
Il corpo “al limite” nella ricerca italiana
Mentre i riflettori internazionali illuminano le grandi arene, in Italia la ricerca coreografica indaga le profondità dell’animo umano attraverso progetti più intimi, focalizzati sull’archetipo e sulla trasformazione. È in questo solco che si inserisce il lavoro di Lucia Guarino con il suo nuovo progetto, provvisoriamente intitolato Su Pulcinella. Se (LA)HORDE esplora il corpo nell’era di internet, Guarino riporta l’attenzione sulla fisicità viscerale e sull’ambiguità della maschera.
In questa visione, Pulcinella non è una semplice macchietta folkloristica, ma diventa testimone dell’impossibilità di vivere la vita stessa, suggerendo che l’unica via d’uscita risieda proprio nella ricerca di una fuga. È l’essere che risveglia le coscienze liberandole nel riso, l’outsider che evidenzia le insensatezze del quotidiano. Guarino propone un corpo al limite, ambiguo e in perenne trasformazione. La sua natura è una sovrapposizione di codici che oscilla nel costante dualismo tra maschile e femminile, bestialità e umanità, caos e ordine. È una figura che danza sul confine tra demone e santo, tragedia e commedia, incarnando la complessità dell’esistenza tra il “dentro” e il “fuori”.
Un percorso d’autore
Il progetto Su Pulcinella si avvale di un team creativo di alto livello: concetto e movimento sono curati dalla stessa Guarino, con Gianni Staropoli alle luci e allo spazio, Gianluca Sbicca alla consulenza costumi, e il supporto drammaturgico di Roberta Nicolai. Lo sguardo esterno è affidato a Emma Tramontana, mentre la produzione e il supporto amministrativo sono gestiti da Nexus Factory. L’opera gode del sostegno di diverse realtà prestigiose, tra cui CURA centro umbro residenze artistiche, Teatri di Vetro e il Teatro Stabile dell’Umbria.
Lucia Guarino, classe 1982 e originaria di Foligno, porta in scena un bagaglio culturale eclettico. Laureata in Architettura e formatasi tra Firenze, Belgio, Spagna e Argentina, ha incrociato il suo percorso professionale con maestri del calibro di Virgilio Sieni, Romeo Castellucci, Jan Fabre e Lisbeth Gruwez. La sua carriera, arricchita da riconoscimenti in progetti internazionali come DanceMovesCities e Volcano, e dalla collaborazione come assistente alla coreografia per la Biennale Danza, testimonia una maturità artistica capace di rileggere la tradizione attraverso le lenti della contemporaneità. Che si tratti di un tour mondiale o di una performance in residenza artistica, il filo conduttore resta la capacità del corpo di farsi linguaggio universale, raccontando le contraddizioni del nostro tempo.