Catania: confiscati beni a due soggetti appartenenti al clan Laudani

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Su proposta della Procura, il Tribunale di Catania, Sezione misure di prevenzione, ha emesso due decreti di confisca dei patrimoni, del valore complessivo di 9 milioni di euro, illecitamente accumulati da Francesco Costantino di 57 anni e Omar Scaravilli di 37(attualmente detenuto). Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale Catania. I due sono soggetti noti alle forze dell’ordine per la loro appartenenza alla criminalità organizzata di stampo mafioso. In particolare: Costantino è stato condannato, con sentenza divenuta irrevocabile, per aver fatto parte del clan etneo dei “Laudani”, nonché per rapina e furto aggravati e per detenzione illegale di armi e munizioni. Risulta altresì coinvolto in una vicenda processuale nella quale è imputato per estorsione aggravata dal metodo mafioso per essersi adoperato, a vantaggio del clan, per riscuotere il “pizzo” a danno di un’impresa di fabbricazione di fuochi pirotecnici. Inoltre, in un’altra investigazione, più recente, è indagato per il significativo ruolo organizzativo assunto nell’ambito del predetto clan di San Giovanni La Punta. Scaravilli, già condannato con sentenza irrevocabile per due episodi di ricettazione, è stato nel tempo destinatario di due ordini di custodia cautelare in carcere per la sua appartenenza all’associazione mafiosa etnea del clan “Laudani” e per la commissione di reati di estorsione e lesioni, aggravati dal metodo mafioso. I finanzieri hanno condotto mirate indagini patrimoniali nei confronti dei due e dei rispettivi nuclei familiari all’esito delle quali è emersa la assoluta sproporzione dei beni posseduti rispetto ai redditi dichiarati al fisco. La conclamata pericolosità sociale dei due e l’accertata sproporzione dei loro patrimoni hanno portato, tra i mesi di giugno e luglio 2016, all’adozione da parte del Tribunale etneo, su proposta della Procura, del sequestro anticipato dell’ingente patrimonio mafioso accumulato. A completamento del procedimento camerale, è stata applicata ai due la misura della sorveglianza speciale per 3 anni e ordinata la confisca dei beni oggetto del predetto sequestro anticipato (25 immobili, 2 terreni, 2 attività aziendali, 2 autoveicoli, 2 motoveicoli e 9 rapporti finanziari), eseguita dagli investigatori del Nucleo Polizia Economica Finanziaria di Catania. Il patrimonio in questione sarà affidato alla gestione dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati.

 

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