Bronte: sequestrate 700 mascherine contraffatte. L’operazione è della Guardia di Finanza

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La Guardia di Finanza del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania nei giorni scorsi a Bronte, ha sottoposto a sequestro oltre 700 mascherine in tessuto lavabile ad uso comune ed alcuni macchinari impiegati per la loro produzione. I dispositivi protettivi riportavano l’effige di personaggi di noti marchi commerciali o erano pronte per essere assemblate, tramite termosaldatura su tessuto, con famosi loghi protetti dal diritto di proprietà. Nel dettaglio le mascherine riportavano i disegni dei personaggi televisivi amati dai più piccini, i loghi delle blasonate squadre di calcio, i simboli delle famose scuderie di Formula Uno oppure i simboli delle maison di moda più in voga. Nella fase 3 del Coronavirus l’abbinamento delle mascherine con gli eroi dei cartoon o dello sport sembra aver acceso la fantasia imprenditoriale di coloro che sono dediti alla produzione e vendita di beni contraffatti. Tale fenomeno, soprattutto quello rivolto ai bambini, appare essere la nuova frontiera del commercio illecito anche on-line. Proprio grazie ad apposita attività info-investigativa svolta in ambiente internet i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Catania sono riusciti a individuare la produzione e il commercio illegale di mascherine contraffate posto in essere da una nota fabbrica tessile sita nel comune di Bronte. L’ispezione dei locali aziendali ha permesso di scoprire la produzione di mascherine in tessuto lavabile e riutilizzabile, raffiguranti famosi personaggi di serie televisive e cartoni animati (ME CONTRO TE, SPIDERMAN, PAPERINA, MINNIE, PRINCIPESSE DISNEY, PEPPA PIG, AVENGERS, FROZEN) nonché, per gli appassionati di sport, stemmi di squadre di calcio (CALCIO CATANIA), in particolare della serie A (JUVENTUS, MILAN, INTER, ROMA, NAPOLI, ATALANTA, LAZIO) e scuderie F1 (FERRARI e MERCEDES). Non mancava la contraffazione di noti marchi di abbigliamento sportivo o di tendenza (NIKE, PLAYBOY, AUDI). Tutte le mascherine erano quindi prive dei dati identificativi, ovvero del “copyright”. Durante le operazioni di controllo i finanzieri hanno sottoposto a sequestro l’apparecchiatura utilizzata per la contraffazione delle mascherine: una pressa professionale termoadesiva per tessuti, e 842 loghi contraffatti abilmente riprodotti pronti per essere applicati. Deferiti all’Autorità Giudiziaria a piede libero, i titolari dell’azienda per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

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