Biancavilla: chiesa Madre chiusa dopo il terremoto, una foto che fa riflettere sulla situazione di stallo

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Come si ricorderà la chiesa Madre di Biancavilla è chiusa, su ordinanza sindacale, dal 6 ottobre scorso, dopo la forte scossa di terremoto che ha provocato piccoli cedimenti e lesioni visibili dall’interno della Basilica “Santa Maria dell’Elemosina”. Da allora ad oggi è ancora tutto fermo. Nessuna vera perizia per quantificare i danni è stata fatta. Nessuno spiraglio pare aprirsi dallo Stato che per mancanza di fondi, non stanzierà, almeno pare, nessuna somma necessaria per il ripristino dell’edificio sacro. Nella stessa situazione anche le altre chiese, interdette a seguito del sisma, sia a Biancavilla che ad Adrano. Niente somme, niente lavori e il destino degli edifici sacri danneggiati resta incerto. Per alcune di esse di sicuro i tempi di riapertura saranno lunghi. A questa lungaggine don Agrippino Salerno, parroco della chiesa Madre di Biancavilla, non ci sta. È sua intenzione cercare di accelerare i tempi. Si starebbe adoperando per avviare una perizia tecnica che possa stabilire l’effettivo danno arrecato e di conseguenza capire quanti soldi siano necessari per poter intervenire. Questa mattina, intanto, è stato lo stesso parroco a fare un sopralluogo sul tetto della Basilica come si vede in questa foto. Di sicuro qualcosa deve essere fatta. Non può rimanere tutto fermo e stagnante. La riapertura della chiesa Madre per Biancavilla significherebbe ridare un senso di comunità alla città e far tornare alla normalità una Biancavilla ferita dal sisma. L’augurio è che la Pasqua del Signore possa far risorgere anche la sua casa, riportarla alla luce per accogliere i fedeli.

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