Adrano: torna in carcere il reggente del clan Scalisi

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La Polizia ieri, delega della Procura Distrettuale di Catania ha arrestato il 61enne Pietro Severino, per associazione per delinquere di stampo mafioso appartenente al clan Scalisi di Adrano. L’uomo era stato arrestato l’11 luglio del 2017, nell’ambito dell’operazione “Illegal duty”, che portò, ad Adrano, all’arresto, in due distinte ordinanze applicative di misure cautelari, di 39 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso con l’aggravante di essere associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, ricettazione, reati in materia di armi, danneggiamento seguito da incendio, tentati omicidi, con l’aggravante di aver commesso i fatti in nome e per conto dell’associazione di tipo mafioso denominata clan Scalisi e al fine di agevolarne le attività illecite. A seguito del riesame proposto dalla difesa del 61enne, la precedente ordinanza di arresto nei sui confronti era stata annullata, per la carenza dei gravi indizi per i fatti successivi a quelli già giudicati in precedenti processi. A seguito del ricorso per Cassazione promosso dal Pubblico Ministero avverso l’ordinanza di annullamento emessa dal Tribunale del Riesame di Catania, la Corte di Cassazione, ha annullato la predetta ordinanza disponendo il rinvio al Tribunale di Catania per il nuovo esame. Dopo l’udienza del 4 ottobre scorso, lunedi 8, il Tribunale di Catania, prendendo atto della pronuncia di condanna emessa in primo grado nei confronti dell’uomo ha confermato l’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere e dunque Pietro Severino, considerato attuale reggente del clan Scalisi di Adrano costituente locale articolazione della famiglia mafiosa Laudani di Catania, è stato rinchiuso nuovamente in carcere presso la casa circondariale di Siracusa – Cavadonna.

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