Adrano: confiscati beni per 400 mila euro a due esponenti del “clan Santangelo”

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Continua l’attività dello Stato finalizzata all’aggressione dei beni illecitamente acquisiti dai mafiosi. Con il recente decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, è stata disposta nei confronti di Antonino Quaceci, 50 anni, noto pregiudicato, in atto detenuto e del figlio Salvatore Quaceci di 28 anni, anch’egli detenuto, la confisca di alcuni beni, tra cui una società di capitali e relativo compendio aziendale, operante nel settore di vendita e noleggio auto, con sede ad Adrano e di un’autovettura per un valore complessivo di 400 mila euro. Detti beni, unitamente ad altri, erano stati già oggetto di sequestro di prevenzione eseguito dalla Questura di Catania nel mese di giugno del 2019, in accoglimento della proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata, in forma congiunta, dal Procuratore della Repubblica di Catania e dal Questore di Catania. Con il medesimo provvedimento di confisca, il Tribunale ha altresì disposto, nei confronti di Antonino Quaceci, l’aggravamento della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, per l’ulteriore durata di un anno, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Inoltre, a carico del figlio Salvatore, è stata applicata la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. per tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. I numerosi elementi raccolti nei confronti dei due, frutto delle attività investigative della Squadra Mobile e del Commissariato di Adrano, compreso il contributo fornito da numerosi collaboratori di giustizia, hanno ampiamente delineato una loro qualificata pericolosità sociale, oltre ad una abituale consumazione di reati di rilevante allarme sociale, tra cui traffico di stupefacenti ed estorsioni commessi in seno all’organizzazione mafiosa del “clan Santangelo”, articolazione del clan “Santapaola-Ercolano” operante prevalentemente nei territorio di Adrano, Paternò e Biancavilla. È stata evidenziata la sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati al fisco ed i beni acquistati e realizzati nel tempo, che non hanno trovato alcuna compatibile giustificazione, attività questa che ha condotto all’emissione del provvedimento di confisca. Padre e figlio, sono rispettivamente genero e nipote di Alfio Santangelo, 67 anni, in atto detenuto, capo indiscusso, promotore ed organizzatore dell’omonimo clan mafioso, il quale, sebbene detenuto in carcere per lunghi periodi, ha continuato ad impartire ordini e strategie criminali agli associati, mantenendo sempre il comando del gruppo, all’interno del quale militano anche i Quaceci. Peraltro, nei confronti di Santangelo, lo scorso luglio, il Tribunale, ha disposto la confisca di cinque beni immobili situati ad Adrano e l’aggravamento di un ulteriore anno della misura personale della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno.
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