Bronte: donna assassinata dall’ex marito

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Ancora un femminicidio. La tragedia questa mattina a Bronte. Una donna di 46 anni, Ada Rotini, badante, madre di due figli, originaria di Noto, è stata uccisa con un coltello dal suo ex marito, Filippo Asero, che le avrebbe sferrato un fendente alla gola. È accaduto in via Boscia.

L’uomo, dopo avere ucciso la donna, e ferito alla mano un anziano che era presente e che avrebbe tentato di fermarlo, ha tentato il suicidio conficcandosi il coltello all’addome. Ad allertare i soccorsi e le forze dell’ordine, i residenti della zona. Sul posto sono giunte le ambulanze del 118 con il personale sanitario che, purtroppo, non ha potuto fare nulla per la donna, riversa sanguinante sull’asfalto, mentre l’autore del gesto, ferito, è stato poi trasportato al Cannizzaro di Catania in elicottero, con ancora il coltello conficcato. Arrivato in codice rosso, è stato condotto d’urgenza in sala operatori a per essere sottoposto ad intervento chirurgico. La sua prognosi, anche se non desterebbe in pericolo di vita, è riservata. Alcuni testimoni raccontano che l’uomo poco prima di uccidere la ex moglie, avrebbe aiutato la donna a caricare in macchina alcuni oggetti che quest’ultima stava portando via dalla casa proprio perché i due erano in fare di separazione, per fare scattare la sua furia omicida. Proprio questa mattina, alle 11, si sarebbe dovuta tenere l’udienza definitiva del divorzio. L’anziano rimasto ferito, che la vittima badante assistiva, è stato trasportato e curato al Pronto Soccorso del locale ospedale. Ad intervenire per i rilievi e per ricostruire la dinamica dell’accaduto, i Carabinieri della Compagnia di Randazzo e i colleghi del reparto scientifico del Comando Provinciale di Catania. Asero, il 10 dicembre del 2001, era stato arrestato da Carabinieri della Compagnia di Randazzo, accusato dell’omicidio di Sergio Gardani, 32enne, ucciso in un agguato a Bronte. Gli investigatori all’epoca lo accusarono del delitto che sarebbe maturato nell’ambito di dissidi interni ad un clan locale, sulla gestione delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti.

Asero, nel 2003, fu condannato all’ergastolo ma successivamente assolto in formula piena per non avere commesso il fatto. Tornando all’assassinio di questa mattina le indagini avviate dalla Procura sono in corso ma di certo non potranno restituire colmare il grandissimo vuoto che si è creato nel cuore dei due figli che nel giro di pochi secondi si sono ritrovati orfani della mamma e con un padre assassino.  

 

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