Ucria (ME): “ho sparato per legittima difesa”, resta in carcere con l’accusa di duplice omicidio il paternese Salvatore Russo

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Al momento resta in carcere il 29enne Salvatore Russo, di Paternò, accusato del duplice omicidio avvenuto ad Ucria, piccolo paese in provincia di Messina, la sera del Ferragosto. Il giudice ha convalidato il fermo eseguito dai Carabinieri. Questa mattina conferenza stampa degli inquirenti a Messina dove hanno ricostruito l’accaduto anche se ancora restano da chiarire tanti aspetti. Intanto la Procura di Patti ha iscritto nel registro degli indagati un’altra persona. Si tratta di un 39enne residente a Forlì, Daniele Balsamo, cognato di Russo. Secondo gli inquirenti quella sera c’era anche lui in casa durante la colluttazione avuta da Russo con le vittime scaturita per un parcheggio auto e durante la quale sono rimasti uccisi Antonino Contiguglia di 62 anni, il nipote Fabrizio Contiguglia di 27 e rimasto ferito ad una spalla l’altro nipote Salvatore Contiguglia di 43 anni. Salvatore Russo ieri è stato interrogato a lungo dai Carabinieri raccontando la sua versione dei fatti e facendo ritrovare l’arma con la quale ha sparato e ucciso i due uomini. Ha parlato di legittima difesa dicendo di essere stato aggredito da tre congiunti e da altre persone e che nella colluttazione qualcuno di loro ha tirato fuori la pistola, una calibro 7,56, e che in qualche modo lui è riuscito ad impossessarsi dell’arma e a sparare ferendo mortalmente in faccia Antonino e Fabrizio Contiguglio e ferendo, come detto, l’altro parente delle vittime, Salvatore Contiguglia, successivamente ricoverato in ospedale. La pistola, ritrovata dai Carabinieri in un casolare difronte l’abitazione di Russo, aveva ancora tre proiettili e la matricola cancellata e adesso si trova sotto esame dei RIS. Esami che potrebbero chiarire molti aspetti. Il tutto sarebbe iniziato il giorno prima quando il paternese aveva litigato con un anziano per via di un parcheggio d’auto che l’anziano, vicino ai Contiguglia, si era ricavato, pare, abusivamente sotto casa, scrivendo una “R” e il proprio numero di targa. Lo stallo occupato temporaneamente da Russo ha scatenato la lite con l’anziano con qualche spintone. Questo sarebbe avvenuto il 14 agosto. Il giorno dopo, la sera di Ferragosto, si sarebbero presentati i Contiguglia e altre persone sotto casa di Russo, secondo gli investigatori, per una spedizione punitiva per il fatto accaduto il giorno prima. Russo, ha raccontato di aver tentato di andare dai Carabinieri, ma sarebbe stato bloccato e aggredito e nella colluttazione generale poi il tragico epilogo con la sparatoria e l’uccisione di due degli aggressori. Ma secondo il Procuratore Capo di Patti, Angelo Cavallo, “Russo non solo si è difeso, ma ha sparato per uccidere. È andato ben al di là dello stato di necessità e della legittima difesa rispetto alla chiara spedizione punitiva contro di lui” che, ricordiamo, è stata capeggiata, come scrivono gli stessi inquirenti, dal una delle due vittime, Antonino Contiguglia, lo zio, pregiudicato per reati di criminalità organizzata.

 

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